La vitamina D è finita, negli ultimi anni, al centro dell’attenzione scientifica come mai prima. Per lungo tempo si è pensato che i suoi benefici fossero da legare soprattutto al benessere delle ossa. Bene: c’è molto di più! Pro-ormone che ha un ruolo prezioso anche nel controllo dei processi infiammatori, viene ricavata solo in parte dalla dieta. La maggior parte della sua sintesi, infatti, avviene grazie all’esposizione al sole.
Normale è quindi chiedersi come integrarla nei mesi invernali, periodo che ci vede, per ovvi motivi climatici, passare tanto tempo in spazi chiusi e trascurare i benefici dell’esposizione al sole. Nelle prossime righe, vediamo assieme alcuni cibi che sono particolarmente ricchi di questo nutriente. Ricorda, come sempre, di fare riferimento al parere di un nutrizionista qualificato prima di apportare qualsiasi cambiamento concreto nella tua routine a tavola.
Qual è l’alimento più ricco di vitamina D?
La vitamina D, le cui dosi minime da assumere quotidianamente nel caso di un soggetto adulto vanno dalle 5000 alle 10000 UI, è presente soprattutto nell’olio di fegato di merluzzo, l’alimento che, numeri alla mano, ne contiene di più. La possiamo però trovare pure in pesci come il tonno, le aringhe, particolarmente consigliate anche per il loro contenuto di acidi grassi mono e polinsaturi, benefici per la salute del cuore, il tonno, lo sgombro.
Per integrare la vitamina D attraverso l’alimentazionein inverno, si può fare riferimento pure ai formaggi grassi e alla carne rossa. Si tratta, in questi casi, di alimenti che andrebbero introdotti nella dieta mettendo in primo piano un approccio all’insegna della moderazione, motivo in più per rivolgersi a un esperto e per valutare, nei casi in cui i profili lipidici non dovessero essere compatibili con l’assunzione, il ricorso agli integratori.
Altri alimenti ricchi di vitamina D
L’apporto di vitamina D, che va ottimizzato tenendo conto delle indicazioni specifiche per le proprie condizioni di salute e consapevoli del fatto che, come ricordato dall’AIFA in una nota del febbraio 2023, il pro-ormone non è efficace né al fine della guarigione dal Covid-19, né per quanto riguarda la prevenzione dei tumori, può essere migliorato facendo riferimento anche ad altri alimenti. Eccone alcuni:
- Funghi
- Fegato
- Burro
In caso di carenza o di impossibilità nell’aggiungere alla dieta gli alimenti elencati in queste righe, si raccomanda sia di incrementare l’esposizione solare, i cui numeri hanno perso quota negli ultimi anni anche per via del diffondersi della cattiva abitudine della sedentarietà, sia di valutare, insieme con il proprio curante, la possibilità di ricorrere all’integrazione.
Le linee guida raccomandano l’assunzione, in tali frangenti, di colecalfirerolo per via orale sotto forma di olio. Cos’è il colecalfirerolo? Una delle forme della vitamina D. Viene specificatamente chiamata in causa nelle situazioni in cui è necessario incrementare i livelli del nutriente nell’organismo, con lo scopo specifico di evitare danni a carico di ossa e pelle.