Metodo cinese per irrigare le piante grasse: ecco cosa devi fare

Le piante grasse sono sicuramente un ottima scelta per ornare i nostri giardini ma anche e soprattutto le nostre case, rivelandosi perfette in qualsiasi ambiente. Molto spesso, però, dopo averle acquistate, commettiamo un errore fatale nel prendercene cura; tale errore riguarda l’irrigazione e ciò può andarne a comprometterne seriamente la salute.

In Cina, da secoli, viene utilizzato un metodo alquanto ingegnoso per riuscire a garantire il corretto apporto d’acqua alla nostra pianta grassa e far si, in questo modo, che riesca a vivere e crescere in salute. Tale approccio si basa sulla gestione dell’umidità e sulla scelta del momento giusto per andare a innaffiare.

Principi fondamentali del metodo cinese

La prima cosa da tenere presente è l’uso di acqua a temperatura ambiente; usando dell’acqua che non sia nè troppo fredda nè troppo calda, infatti, andremo a prevenire qualsiasi tipo di shock termico alle radici, una delle parti più sensibili delle piante grasse. In Cina lascia riposare l’acqua all’interno dell’innaffiatoio per alcune ore prima dell’uso, per permettere l’eventuale dispersione del cloro presente.

Un altro aspetto cruciale riguarda la tempistica. Il metodo cinese predilige l’irrigazione al mattino presto o, al massimo, al tramonto, in modo da evitare le ore più calde della giornata. Ciò, infatti, riduce l’evaporazione e permette alle radici di assorbire l’umidità dal terreno in modo più efficiente. Ricordate di annaffiare in modo graduale, poco alla volta.

Tecniche di applicazione

Una delle pratiche più comuni per l’applicazione del metodo cinese è la tecnica dell’irrigazione a goccia. In pratica, si usa un recipiente di dimensioni molto ridotte, che abbia un singolo foro molto piccolo e che quindi, in tal modo, rilasci l’acqua molto lentamente, senza rischiare di annegare le radici e lasciando che questa possano assorbire l’acqua con calma. Tra i punti chiave del metodo cinese, poi, troviamo:

  • l’uso di materiali naturali
  • l’uso di vasi adeguati
  • un monitoraggio costante delle piante

Usare dei materiali naturali, infatti, è un buon metodo per trattenere l’umidità. I coltivatori cinesi, spesso, coprono la superficie del terreno con degli strati di sabbia o di ghiaia, in modo da ridurre l’evaporazione e al contempo proteggere le radici da eventuali sbalzi termici. Si tratta di una soluzione perfetta specialmente per gli ambienti più caldi.

Bisogna, poi, ricordarsi di fare uso di vasi che abbiano, sul fondo, dei fori drenanti, facendo si che l’acqua, quindi, possa defluire e non rischi di accumularsi. I vasi in terracotta sono particolarmente indicati. Infine, un aspetto da non dimenticare è il monitoraggio regoalre che ci permetterà di intervenire tempestivamente nel caso fosse necessario.

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